Storia d. Arte, Letteratura, Neurobiologia, Veterinaria, Giurusprudenza
da Ottobre 2026 a Novembre 2026
Storia medievale/bizantina
da Ottobre 2026 a Dicembre 2026
I corpi santi nella Venezia medievale: evidenze artistiche, dinamiche devozionali e topografia del sacro
Progetto Postdoc
Storia dell'Arte
La storia della città di Venezia affonda le sue radici nel IX secolo d.C., sebbene un’inveterata tradizione ne anticipi la fondazione di circa quattrocento anni. Nondimeno, proprio perché la civitas rivoaltina non fu “consacrata” dal sangue di martiri locali, sin dal principio si ritenne necessario importare reliquie, simboli, oggetti sacri.
Altro aspetto peculiare della Chiesa veneziana del Medioevo è la sua accentuata “produttività”, sia in ambito liturgico che agiografico: l’acquisizione di un’ingente quantità di reliquie e di corpi di santi diede, infatti, origine a un gran numero di culti locali e narrazioni create ad hoc. Al di là delle implicazioni devozionali il fenomeno appare connesso a interessi politici, perseguiti da determinate comunità urbane, laiche e religiose, il cui ruolo, durante l’età medievale, appare in evoluzione, generando di volta in volta nuove differenziazioni, nuove aggregazioni, nuove forze identitarie.
Il progetto di ricerca si propone allora di studiare quali furono le ricadute nell’ambito storico-artistico delle translationes di corpi santi nella città lagunare, e quale fu l’impatto del loro arrivo sugli arredi liturgici delle chiese in cui queste sacre spoglie furono riposte e custodite, ma anche quali committenze e quali riti collettivi furono stimolati dalla devozione per i santi importati. L’indagine comprenderà, di conseguenza, anche un’analisi degli spazi che furono interessati dalle manifestazioni del culto verso tali eletti e secondo quali modalità. Ci si concentrerà sull’esame dei citati aspetti che furono, per così dire, “attivati” dalla presenza in particolare di corpi dei santi, poiché essi recano una fisicità specifica e diversa rispetto a reliquie e “frammenti” corporali, privilegiando, tuttavia, una serie di casi meno noti rispetto all’illustre archetipo di san Marco, già ampiamente indagato dalla letteratura scientifica.
La finalità è quella di comprendere quali furono le dinamiche cultuali, culturali, politiche che portarono alla costruzione del santorale veneziano e al suo consolidamento, e quali furono gli effetti delle forme di devozione verso i santi di importazione sul contesto cittadino e sui suoi spazi sacri.
da Aprile 2026 a Marzo 2027
Giovanni Agostino da Lodi – Un pittore milanese a Venezia. Scambi culturali nell’Italia settentrionale intorno al 1500
Postdoc
Storia dell'Arte, Freie Universität Berlin, Prof. Dr. Wolf-Dietrich Löhr (Universität Hamburg)
La comparsa improvvisa del pittore Giovanni Agostino da Lodi nella storiografia artistica si deve a Wilhelm Bode (1845–1929), influente direttore dei musei di Berlino. Attraverso un’intensa attività di studio della pittura lombarda – in particolare della scuola di Leonardo a Milano – Bode scoprì una personalità artistica fino ad allora sconosciuta. Basandosi su una serie di opere stilisticamente affini, riuscì a rintracciare e a giustificare per la prima volta l’esistenza di questa figura. Poiché molte di queste opere erano state precedentemente attribuite al pittore Boccaccio Boccaccino, Bode le assegnò, come era consuetudine all’epoca, un nome fittizio, battezzandolo «Pseudo-Boccaccino». Secondo Bode, questo pittore anonimo operò nel passaggio tra XV e XVI secolo a Milano, ai tempi di Leonardo, tentando però anche la fortuna a Venezia.
Una piccola tavola conservata alla Pinacoteca di Brera in Milano, che raffigura un anziano accanto a un giovane e reca la firma IOHES AVGVSTINVS LAVDESIS (Inv. 789.), costituì – per la sua vicinanza stilistica al catalogo delle opere compilato da Bode – la base per l’identificazione del pittore anonimo con Giovanni Agostino da Lodi (attivo circa 1490–1520), un artista allora ancora sconosciuto e non attestato dalle fonti della Lombardia.
Pochi documenti d’archivio, emersi solo di recente, testimoniano la sua presenza a Milano e Venezia nei primi due decenni del XVI secolo. Il suo catalogo di opere, che comprende dipinti e disegni, si è da allora notevolmente ampliato. Nella ricerca Giovanni Agostino è spesso considerato un anello di congiunzione stilistico tra Leonardo e Giorgione – un’idea basata sul concetto fiorentino della maniera moderna di Vasari, finora raramente sottoposta a critica.
Il mio progetto di ricerca analizza l’opera e l’attività di Giovanni Agostino da una prospettiva nuova. L’obiettivo è di mettere in luce la sua pratica artistica e la sua integrazione sociale e culturale nella rete artistica del Nord Italia in modo differenziato. A tal fine si evitano consapevolmente narrazioni teleologiche alla Vasari, includendo invece contesti sociali, tecnici e legati ai committenti di Milano e Venezia.
Al centro dello studio vi è l’analisi dei documenti tramandati in relazione alle opere conservate. Su questa base è stato possibile ricostruire una rete plausibile di committenti e rapporti artistici. Inoltre, la ricerca presenta una sistematica descrizione dello sviluppo stilistico e tecnico di Giovanni Agostino.
La fase conclusiva del mio progetto consiste in un’analisi approfondita delle opere direttamente sul posto a Venezia, attraverso l’osservazione diretta degli originali in musei e chiese e ulteriori studi d’archivio. Queste ricerche costituiscono la base per la preparazione alla stampa del primo Catalogue Raisonné completo, che documenta e contestualizza per la prima volta in un quadro più ampio tutti i dipinti e disegni attribuiti a Giovanni Agostino da Lodi.
Il progetto si configura come un contributo all’approfondimento storico-artistico di un attore finora marginale, ma centrale per lo scambio artistico tra Milano e Venezia. Coniuga analisi stilistiche con prospettive tecnico-storiche e ricerca d’archivio, contribuendo così a una migliore comprensione delle dinamiche artistiche nel Nord Italia intorno al 1500. Contemporaneamente, offre una riflessione critica sui modelli narrativi stabiliti nella storia dell’arte e ne mette in luce le fondamenta ideologiche.
Parole chiave
Pittura lombarda, pittura veneziana, Wilhelm Bode, Leonardo, Giorgione, scambi culturali nel Nord Italia, maniera moderna, analisi stilistica, età moderna, biografia dell’artista, narrazioni storiche dell’arte
Ottobre 2026
Urban Feral Wetlands: Venezia
Borsa di studio per artisti
ArchitetturaDurante il mio soggiorno a Venezia, vorrei esplorare le acque della città come luoghi di potenziale trasformazione – in particolare quelle in cui la pratica della cura offre un quadro etico e politico d’azione che pone al centro l’essere umano come figura portatrice di cura per un pianeta in crisi e la sua popolazione. Un esempio centrale è la fragile Laguna di Venezia, curata e rivitalizzata da iniziative locali che si dedicano alla salvaguardia del suo equilibrio ecologico e, al contempo, rafforzano il legame tra la popolazione urbana e questo complesso ecosistema.
Questa ricerca amplia il mio lavoro sulle «Urban Feral Wetlands», una rete che comprende già la Floating University di Berlino, Zakole a Varsavia, il lago Vacaresti a Bucarest, il Marais Wiels a Bruxelles, il lago Ex-Snia a Roma e le Ballona Wetlands a Los Angeles. Venezia rappresenta in questo contesto un caso particolare: una zona umida soggetta alle maree, plasmata da secoli di ingegneria idraulica e oggi sottoposta a una forte pressione climatica. La ricerca si interroga: quali forme di cura esistono già in questo luogo? Quali pratiche preservano questi ecosistemi? E cosa potrebbe significare partecipare a queste pratiche in modo temporaneo e rispettoso, attraverso il lavoro comune e la presenza?
Website:
Rosario Talevi da Ottobre 2026 a Dicembre 2026
Il palcoscenico del cosmopolitismo. Scambio interculturale, trasferimento e reti culturali nella pratica teatrale francofona e italofona del XVIII secolo
Progetto postdoc
Romanistica
Il Settecento è considerato l’epoca in cui nasce l’Illuminismo europeo e, simultaneamente, l’inizio di un interesse per l’essenza umana al di là delle peculiarità nazionali. In questo contesto, proprio a Venezia la commedia si afferma come spazio di negoziazione della nuova visione dell’uomo, come dimostra, ad esempio, l’elogio della commedia goldoniana di Pietro Verri. Questa visione dell’uomo corrisponde, a livello filosofico, agli ideali del cosmopolitismo, caratteristica distintiva del cittadino europeo illuminato che si associa a un nuovo modello di civiltà basato sul principio di uguaglianza, indipendentemente dall’origine o dal ceto sociale.
Il teatro, che nelle società europee del XVIII secolo occupa una posizione magistrale come mezzo di comunicazione e intrattenimento transculturale, plasma le concezioni del cosmopolitismo. Ciò risulta particolarmente evidente proprio nei palcoscenici francesi e italiani, che si diffondono in tutta Europa e non si limitano a fungere da semplici «passeurs» del teatro contemporaneo delle rispettive aree linguistiche, ma, nell’ambito dello scambio con le culture dei luoghi in cui si insediano, offrono un’interpretazione particolare delle opere «francesi» e «italiane».
Il mio progetto di abilitazione intende considerare il teatro dell’Illuminismo in lingua francese e italiana come una rete cosmopolita che opera su vari livelli: da un punto di vista socioculturale, emerge una rete europea di palcoscenici francesi e italiani con i nodi centrali di Venezia e Parigi; da un punto di vista teorico-teatrale, emerge che appunto la commedia viene considerata come mediatrice delle regole di comportamento e delle convenzioni sociali; infine, dall’analisi letteraria dei testi teatrali emerge la formazione di un’etica d’azione cosmopolita come tema centrale della poesia comica. Le commedie in lingua francese e italiana, con il loro potere di influenzare gli affetti, vengono quindi impiegate per la formazione di una civiltà europea basata sugli ideali sociali e di convivialità italiani e francesi. Il cosmopolitismo proposto include quindi anche interessi egemonici di influenza culturale.
da Agosto 2026 a Aprile 2027
Architettura
da Ottobre 2026 a Dicembre 2026
Rivoluzione e genere nel «Quarantotto veneziano»: emancipazione femminile, culto dell’eroe maschile, memoria letteraria
Postdoc-Projekt, Fritz Thyssen Stiftung
Romanistica
Tra gli sviluppi rivoluzionari che ebbero inizio in Europa nel marzo 1848, alla Rivoluzione veneziana va attribuito un particolare significato storico. Il «Quarantotto veneziano» non va considerato un evento chiave del Risorgimento solo alla luce della prima guerra d’indipendenza italiana. Proprio da una prospettiva internazionale, infatti, occorre tenere conto del fatto che Venezia, con i suoi 17 mesi di distacco dall’Impero austriaco, rappresentò quella città europea che riuscì a mantenere più a lungo gli sconvolgimenti politici della “Primavera delle rivoluzioni”. Sebbene sia stato attribuito un eroismo virile in particolare agli uomini veneziani del 1848/49, in considerazione della loro coraggiosa lotta contro le truppe austriache, e il ricordo del «Quarantotto veneziano» sia determinato soprattutto dal merito degli «uomini della rivoluzione», si possono comunque citare diverse testimonianze scritte dell’aspirazione delle donne veneziane a partecipare alla difesa attiva della Repubblica: oltre alla lettera aperta di quattro donne veneziane che nell’aprile 1848 chiedevano la costituzione di un battaglione femminile per la Guardia civica repubblicana, nella stampa veneziana e veneta del 1848 si trovano numerose pubblicazioni in base alle quali il «Quarantotto veneziano» non si presenta semplicemente come una rivolta patriottica contro la dominazione straniera austriaca ma anche come un momento in cui si manifesta l’aspirazione femminile a partecipare all’impegno per la patria, nonché come un dibattito pubblico sui ruoli di genere.
Il progetto di ricerca analizza la fase rivoluzionaria veneziana del 1848/49 come un momento storico particolare di negoziazione dei ruoli di genere e della partecipazione femminile alla lotta patriottica nel discorso pubblico (stampa, volantini ecc.). Sulla base di cronache, testi autobiografici e scritti commemorativi apparsi dopo la riconquista austriaca, si dovrà tuttavia anche dimostrare come questa partecipazione femminile sia stata, in retrospettiva, sovrascritta dal punto di vista discorsivo e come la difesa di Venezia sia stata tramandata come riferimento per l’eroismo maschile. Per collocare il “Quarantotto veneziano” nella cultura della memoria patriottica del Risorgimento, si prenderanno infine in considerazione anche opere di narrativa, al fine di mettere in luce come il discorso rivoluzionario di genere di Venezia si riflettesse nel mezzo letterario.
da Maggio 2026 a Aprile 2027
La tradizione del liuto a Venezia
Borsa di studio per artisti
da Gennaio 2027 a Marzo 2027
Rispecchiamenti italiani. Villa Ludwigshöhe come spazio di risonanza tra l’Italia e il Palatinato
Progetto di dottorato
Febbraio 2027
Lavoro compositivo nell’ambito della poesia estesa
Borsa di studio per artisti
da Aprile 2027 a Giugno 2027
Il mediterraneo settentrionale come modello? La storia del turismo sostenibile nel Mediterraneo, 1970-2019
da Gennaio 2027 a Febbraio 2027
Borsa di studio per artisti
da Luglio 2027 a Settembre 2027
da Febbraio 2027 a Marzo 2027
Transizioni della musica vocale antica nei compositori italiani e collettivi artistici dal secondo Novecento a oggi
Postdoc
Gennaio 2028
Pier Paolo Pasolini alla Biennale di Venezia:
Presenza storica e ricezione nell'arte contemporanea internazionale
Progetto di una monografia
Gennaio 2027
Analisi della pittura religiosa di G. Piazzetta dal punto di vista del chiaroscuro, della concezione e della rappresentazione del visionario e del celeste, nonché a confronto con S. Ricci e G. Tiepolo
Progetto di dottorato
da Giugno 2027 a Luglio 2027
Borsa di studio per artisti
da Ottobre 2027 a Dicembre 2027
Sacca Fisola: edilizia popolare, appropriazione quotidiana e risorse pubbliche limitate
Borsa di studio per artisti
da Aprile 2027 a Giugno 2027
Dicembre 2026
Luglio 2027
L'affresco sul soffitto di Giovanni Antonio Pellegrini nella Galleria della Banque Royale a Parigi: tentativo di ricostruzione di un capolavoro perduto
Progetto di dottorato
da Marzo 2027 a Maggio 2027
Paolo Orlandini e lo scritto contro l'astrologia: studio su un dibattito rinascimentale sul futuro tra Firenze e Venezia
Progetto di dottorato
da Settembre 2027 a Ottobre 2027
Ricerche sulle testimonianze relative ad Alethea Talbot
Progetto di dottorato
Novembre 2026
da Ottobre 2027 a Dicembre 2027
I soggiorni di Marquard Gude (1635-1689) in Veneto:
Biblioteche, manoscritti e reti di studiosi
Postdoc
Aprile 2027
Venezia nell'età moderna. Una breve storia della letteratura dal 1900 in poi
Progetto postdoc
da Marzo 2028 a Aprile 2028
Aprile 2027
Scomparso? Tracce di attività predicatoria carmelitana a Venezia
Postdoc
da Maggio 2027 a Luglio 2027
La produzione libraria bizantina nell'Est e nell'Ovest dopo la caduta di Costantinopoli. Uno studio comparativo (1453– ca. 1500)
Progetto Postdoc
Giugno 2028
DRIFT
Borsa di studio per artisti
da Luglio 2027 a Settembre 2027
Leandro Bassano (1557-1622): immagini religiose, commissioni pubbliche, ritratti, documenti
da Aprile 2027 a Maggio 2027
Tra annotazione e composizione. La biblioteca musicale privata di Luigi Nono
Preparazione al progetto di dottorato
Novembre 2027
Fontenelle a Venezia - tendenze della ricezione italiana degli Entretiens sur la pluralité des mondes
Progetto postdoc
Dicembre 2026
La diaspora sefardita a Venezia (1492-1541)
Progetto di dottorato
Marzo 2027
da Dicembre 2027 a Aprile 2028
Borsa di studio per artisti
da Gennaio 2027 a Marzo 2027
Venezia oltre Venezia. L'immagine di Venezia nella zona del mare adriatico tra irridentismo e turismo globale
Postdoc
Gennaio 2027
Borsa di studio per artisti
da Ottobre 2027 a Dicembre 2027