Centro Tedesco di Studi Veneziani

Persone/progetti attuali

Febbraio 2024

  • Borsa di studio per artisti


    Arti visive
    Sulla base della mostra e del progetto di ricerca "Principio Potosi", Creischer / Siekmann presenteranno a Venezia il loro progetto di lavoro. Potosí è una città mineraria della Bolivia il cui sfruttamento dell'argento nel XVI secolo ha contribuito in modo significativo alla nascita dell'attuale economia capitalista. La mostra ha presentato dipinti barocchi coloniali della Bolivia, a cui hanno risposto artisti contemporanei. Si è svolta al Museo Reina Sofia di Madrid, alla Haus der Kulturen der Welt di Berlino (2010) e a La Paz (2011). Per l'Archivio di Potosí, creato 10 anni dopo, Creischer/Siekmann hanno sviluppato due racconti per immagini, che hanno installato sulle porte e che trattano ciascuno un motivo specifico. A Venezia vorrebbero iniziare una nuova ricerca su un altro racconto per immagini che si riferisce al periodo precedente la colonizzazione atlantica e che cerca di trarre riferimenti con il presente.
    da Gennaio 2024 a Marzo 2024
  • I padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia come spazi pubblici: per chi e con quale contenuto?
    Postdoc

    Storia dell'arte, Universität Heidelberg, Prof. Dr. Henry Keazor


    L'obiettivo principale della ricerca è  quello di esaminare le partecipazioni alla Biennale di Venezia  avendo come punto di partenza il padiglione nazionale tedesco.
    La ricerca sarà condotta seguendo una struttura a doppio livello.
    Nel primo livello, macro, si intende ripercorrere le mostre del padiglione nazionale tedesco dal 1990 ad oggi. Il secondo livello, micro, consisterà nell'esame di specifiche mostre la cui analisi  sarà rilevante su livello teorico.

  • La carta del navegar pitoresco di Marco Boschini.
    Edizione bilingue con commento scientifico e testi introduttivi

    Storia dell'arte - HHU Univ.-Prof. Dr. Valeska von Rosen
    La carta del navegar pitoresco di Marco Boschini è uno dei testi di teoria dell'arte più importanti e allo stesso tempo più attraenti della Venezia del XVII secolo. Fu pubblicata nel 1660 come opera principale dell'incisore, mercante d'arte e scrittore d'arte Marco Boschini (1602-1681). Tratta della pittura veneziana dall'ultimo quarto del XV secolo fino ai contemporanei di Boschini del Seicento. Diversi aspetti particolari rendono la Carta un'opera di letteratura artistica relativamente poco studiata, in quanto di difficile comprensione: è scritta come un dialogo in dialetto veneziano e in rima, ed con i suoi circa 20.000 versi è di dimensioni monumentali .

    Gli interlocutori del dialogo immaginario sono "ecelenza", un patrizio veneziano, e un intenditore d'arte, il "compare", in cui è personificato Boschini stesso. Le loro conversazioni sui pittori veneziani, le loro opere, le tecniche pittoriche e i mezzi creativi, nonché sulle collezioni locali e sulla scena artistica contemporanea in città e fuori, si svolgono durante diversi "viazi" attraverso i canali e la laguna di Venezia, che intraprendono in una "barca" per raggiungere i luoghi d'interesse. Sul posto, si scambiano descrizioni dettagliate direttamente davanti ai dipinti; quando piove o quando la gondola è in officina, i dialoganti si incontrano nel palazzo del "senatore" e rievocano visite e osservazioni passate.

    La Carta è unica nel suo genere all'interno del discorso artistico e della letteratura dialogica dell'epoca per la sua sofisticata costruzione. Discostandosi dalla narrazione lineare-progressiva della "letteratura delle Vite", che Vasari aveva elevato a norma, la Carta presenta un modello narratologico definito dallo spazio e dal tempo, che, tra l'altro, fa riferimento alla "letteratura delle guide" molto eterogenea di Roma e Venezia, sempre più richiesta e diffusa a partire dalla metà del XVI secolo. Il dialogo artistico di Boschini è inoltre orientato a creare un alto grado di credibilità per trasmettere ai lettori le immagini della città e della pittura e, allo stesso tempo, per guidarli verso la propria esperienza probatoria di fronte ai dipinti. Ciò si ottiene attraverso l'integrazione di elementi performativi di tipo teatrale nella trama, attraverso l'evocazione dello spazio e infine attraverso l'uso di una varietà di immagini linguistiche provenienti da diverse aree tematiche.
    È stata realizzata una traduzione dal veneziano al tedesco per cogliere e penetrare questa complessa e allusiva struttura testuale ibrida in una lettura ravvicinata.
    È prevista un'edizione bilingue della Carta del navegar pitoresco di Marco Boschini, che comprenderà un dettagliato apparato di annotazioni scientifiche e diversi testi analitici della Carta.
    L'obiettivo del soggiorno presso il Centro Studi Tedeschi a Venezia è quello di completare l'edizione della Carta del navegar pitoresco sulla base delle fonti letterarie (d'arte), dei materiali d'archivio e della letteratura secondaria presenti in diverse istituzioni, archivi e biblioteche e di confrontare le ekphraseis di Boschini con i dipinti in situ, anche per quanto riguarda le sue categorie di valutazione percettivo-estetiche.
  • La tassidermia nelle immagini e nella scienza a Venezia nell’età moderna
    Postdoc | Fritz Thyssen Stiftung

    Storia dell'arte
    Il mio progetto di ricerca vuole far luce sulle origini della tassidermia nelle collezioni europee, esaminando le relazioni tra ciarlatanesimo e storia naturale moderna nella Venezia capitale della Serenissima. Il progetto esplorerà un campo ancora poco studiato tra le discipline della storia dell'arte e che abbraccia anche altri campi del sapere: dalla storia della scienza alla storia del collezionismo, passando per la storia del libro. L’obiettivo sarà quello di rinegoziare la comprensione delle prime forme di tassidermia, la loro rappresentazione in disegni, stampe e manufatti, e infine la loro seconda vita nella scienza moderna.

    Il progetto post-doc analizzerà in profondità le connessioni tra Venezia e la città universitaria di Padova che nel 1533 vide una delle prime cattedre di medicina. Sempre a Padova e al suo ateneo si deve la fondazione, nel 1545, del primo orto botanico italiano, con annessa collezione di storia naturale. Medici e naturalisti affluivano nella città portuale di Venezia per rifornirsi di semi, di piante, per ammirare pesci, uccelli e altre creature nei mercati, dove eventualmente acquistarli per le loro ricerche. In questo periodo nasce il bisogno di preservare il corpo senza vita degli animali più disparati, preservandone lo stato più a lungo.
    In mancanza degli agenti essicanti moderni e a causa della difficoltà di conservare gli animali imbalsamati per lunghi periodi, solo pochissimi esemplari di questa fase storica sono arrivati fino a noi. Inoltre, la maggior parte dei reperti ci arriva in forma frammentaria o attraverso immagini e testi.

    Come praticanti delle "vernacular sciences", secondo la definizione di Pamela H. Smith, i ciarlatani (denominati anche saltimbanchi, speziali, erbari ecc.), sostituivano gli odierni tassidermisti e si cimentavano nella mummificazione o imbalsamazione di animali da esporre nei loro laboratori. I ciarlatani conducevano solitamente una vita ai margini della società ed erano considerati individui sospetti o poco raccomandabili.
    Questo è probabilmente uno dei motivi del ridotto riconoscimento di queste figure nella tassidermia antica. Importanti pubblicazioni sul ciarlatanesimo sono state presentate negli ultimi anni. In particolare, si ricorda i lavori di David Gentilcore e Tina Asmussen insieme a Hole Rössler. Pur con tutti i loro meriti, queste opere non hanno trattato in modo approfondito l'impatto di questa pratica sulle scienze naturali.  Questo studio si propone quindi di far luce sui ciarlatani, che dal Cinquecento in poi cominciarono gradualmente a stabilirsi a Venezia analizzando anche il rapporto che ebbero con l’alta società di quel periodo in particolare con i loro clienti, come i collezionisti Daniele Barbaro e Giovanni Grimani a Venezia o i naturalisti Ulisse Aldrovandi a Bologna e Francesco Calzolari a Verona.
    da Febbraio 2024 a Gennaio 2025
  • Transizioni della musica vocale antica nei compositori italiani dal secondo Novecento a oggi
    Postdoc

    Musicologia
    Una parte considerevole dei compositori italiani d’avanguardia dal secondo Novecento a oggi ha musicalmente recepito, analizzato e interpretato la musica vocale antica, trasferendola in modo sofisticato e diversificato nelle proprie composizioni. Nel progetto, il potenziale trasformativo del lascito musicale viene messo in luce in termini di ispirazioni, tecniche, modelli compositivi recepiti in vista della loro specifica interpretazione e ricontestualizzazione nella musica contemporanea, la quale si rinnova dialogicamente sulla base della musica antica. Le ‘transizioni’ contemporanee in composizioni, trascrizioni, arrangiamenti, adattamenti ed esecuzioni consentono un dialogo proficuo tra passato e presente: possono produrre nuove procedure interpretative, compositive e performative e possono dar vita a impulsi creativi che oscillano tra avvicinamento consapevole, citazione e parafrasi da un lato e allontanamento, parodia e straniamento dall’altro, facendo così appello alla riflessione artistica nella storia della musica.

    Nel progetto esploro, tenendo conto degli aspetti transdisciplinari, anche i fenomeni di intreccio intertestuale, intermediale e transculturale, nonché i processi di transizione epistemica interepocale, compreso lo sperimentalismo. Relazioni dialogiche tra modalità compositive e interpretative storicamente distanti possono emergere quando la musica acquista rilevanza drammaturgica nel gioco tra presenza e assenza, espansione e riduzione, estensione intermediale e dislocamento d'espressione, o vicinanza e distanza riflessa dall'Altro, dal Vecchio. Il riferimento alla, l'intervento nella e l'interazione con la musica antica possono offrire coerenza interpretativa mediante la ricontestualizzazione nella musica e messa in scena contemporanea, in quanto l’approccio interpretativo viene moltiplicato, avvicinato e messo al passo coi tempi.

    L'attenzione si concentra sull'interpretazione da parte di compositori italiani contemporanei e di collettività musicali e artistiche a partire dal 1950 circa e sulle transizioni permeabili della musica vocale o del teatro musicale del XIV-XVII secolo, nonché sulla questione di come queste possano rivelarsi quali punti di forza drammaturgici sia nel XIV-XVII secolo sia nel XX-XI secolo. Non solo faccio luce sulle composizioni in sé, ma esamino queste anche nella loro rispettiva interferenza e tensione tra opere di riferimento e opere nuove dal punto di vista sia della ricerca interpretativa sia della prassi esecutiva e messa in scena.

    Per la mia ricerca al CTSV sono rilevanti compositori le cui fonti sono conservate a Venezia, compositori che vi si sono formati, che vi hanno lavorato o le cui opere vi sono state eseguite.
    da Ottobre 2023 a Marzo 2024
  • Da Venezia a Berlino: opere d’arte bizantine, medievali e rinascimentali vendute al Kaiser-Friedrich-Museum dal mercante d’arte veneziano Alvise Bernardino Barozzi
    Postdoc

    Storia dell'arte
    I Musei Statali di Berlino possiedono numerose opere d'arte bizantine, medievali e rinascimentali: dipinti, sculture, oggetti liturgici, oggetti d'arte applicata che, nella seconda metà dell'Ottocento e soprattutto nei primi anni del secolo scorso, furono acquistate da Gustav Friedrich Waagen (1794-1868), Ignaz von Olfers (1793-1872) e, in seguito, anche da Wilhelm von Bode (1845-1929), succedutesi alla direzione delle collezioni reali. Diverse centinaia di oggetti provenienti dal mercato italiano giunsero a Berlino grazie alla politica culturale dell'epoca e al generoso finanziamento degli Hohenzollern. Molte di queste opere provenivano da città d'arte come Venezia, Ravenna, Firenze e Roma, oltre che dalla Campania, dalla Puglia e dalla Sicilia e arrivarono a Berlino grazie alla stretta collaborazione dei direttori dei Musei Reali con noti connoisseurs e abili mercanti d'arte italiani che sapevano esattamente quali oggetti d’arte procurare per colmare le lacune nelle collezioni berlinesi, in particolare opere del periodo paleocristiano e medievale. La politica culturale degli Hohenzollern e il desiderio personale dell'imperatore, infatti, erano rivolti a fare dei Musei Reali berlinesi un’istituzione che avesse pari prestigio e dignità dei grandi musei parigini o londinesi.

    Molti ricercatori, collezionisti appassionati ed esperti mercanti d'arte conoscono i nomi di Stefano Bardini (1836-1922) o di Ludwig Pollak (1868-1943). Il primo, conosciuto come “il principe degli antiquari”, lavorò a Firenze, così come il mercante d'arte Luigi Grassi, mentre Ludwig Pollak, celebre archeologo e art dealer praghese, visse e lavorò a Roma tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del secolo scorso. Particolarmente studiati sono stati anche alcuni mercanti d'arte veneziani, come Francesco Pajaro e Moise della Torre che furono in costante contatto con i Musei Reali di Berlino nella seconda metà dell'Ottocento, ma occorre ricordare un altro mercante d’arte veneziano particolarmente interessante: il barone Alvise Bernardino “Dino” Barozzi.

    Durante il mio lavoro di ricerca presso il Bode Museum e lo Zentralarchiv a Berlino ho spesso trovato il suo nome negli inventari del Kaiser-Friedrich-Museum, così come in molte lettere di trasporto che dimostrano la sua relazione con Wilhelm Bode. Si tratta della vendita di sculture, “vere da pozzo”, “patere” e dipinti antichi, alcuni dei quali sono oggi esposti o custoditi nei depositi dei Musei Statali.

    Alvise Barozzi fu particolarmente attivo tra il 1900 e il 1914 perché sapeva esattamente di cosa aveva bisogno Wilhelm Bode: opere d'arte di origine veneziana provenienti da edifici ecclesiastici, come abbazie e monasteri, oppure provenienti da collezioni private. Oltre a queste opere d'arte i Musei Statali di Berlino conservano anche le numerose lettere inviate da Barozzi a Bode spesso accompagnate da fotografie o schizzi delle opere.

    Il mio progetto di ricerca ha l’obiettivo di studiare questa ricca e ancora sconosciuta documentazione, conservata sia nella capitale tedesca, sia in alcuni importanti archivi veneziani per cercare di ricostruire la vita di Alvise Bernardino Barozzi, membro di una delle dodici famiglie “apostoliche” di Venezia, con particolare riguardo alla sua attività di mercante d'arte. Questa ricerca potrà contribuire a comprendere meglio sia il “gusto” di Venezia e dei suoi artisti nei primi anni del XX secolo, sia l’evoluzione del mercato dell’arte tra Italia e Germania in un periodo nel quale i governi italiani cercarono di regolamentare l’esportazione di opere d’arte attraverso leggi via via più severe nel tentativo di proteggere i tesori della nazione ed evitarne la perdita, un obiettivo che fu raggiunto solo in parte.
  • Ideazione e realizzazione dei primi capitoli di un romanzo ambientato a Venezia
    Borsa di studio per artista

    Letteratura
    Nei suoi romanzi, Melanie Raabe gioca con forme e generi diversi per rendere il qui e ora un'esperienza letteraria: combina realismo e fantasia, l'aspetto lirico e fiabesco con la suspense. Le ambientazioni stesse diventano spesso personaggi. Dopo un'opera da camera, un romanzo horror moderno ambientato a Vienna e un romanzo di suspense ambientato in un villaggio, il suo ultimo progetto di romanzo è dedicato all'ambientazione di Venezia. Sulla base delle sue opere più recenti, Raabe sta sviluppando un testo in prosa sul posto, la cui trama inizia nella città lagunare e cerca soprattutto di catturare il suono della città.
    da Gennaio 2024 a Marzo 2024
  • La collezione di Karl Roner von Ehrenwerth e il gusto delle élites straniere nella Venezia asburgica
    Progetto Postdoc

    Storia dell'arte
    Il progetto esamina la finora inesplorata attività collezionistica del colto consigliere di governo Karl Roner von Ehrenwerth, uno dei numerosi funzionari asburgici che, durante la dominazione austriaca (1815-1866), ricevettero dall’Imperatore importanti cariche nelle nuove istituzioni della città lagunare.

    Tramite l’esame di documentazione d’archivio e della corrispondenza inedita di Roner, il progetto si propone non solo di chiarire la sua incerta biografia e la sua rete di contatti a Venezia, ma, soprattutto, di indagare i dipinti della sua preziosa galleria. Molto nota tra i contemporanei, la raccolta assemblata da Roner in seguito alla sua morte «andò a finire nei musei d'Oltralpe».

    A lungo termine, la ricerca mira, inoltre, ad approfondire e contestualizzare la valenza politica della sua attività collezionistica. Fonti coeve, cataloghi di collezioni e diari personali suggeriscono, infatti, che anche altre importanti personalità straniere delle élites politiche, religiose, giuridiche e amministrative si fossero avvalse della propria posizione di rilievo in laguna per formare raccolte artistiche.
    da Ottobre 2023 a Marzo 2024

Persone/progetti futuri

  • da Marzo 2024 a Agosto 2024
  • Archival Insights: Tracing Jacob Marcaria’s Life in Renaissance Venice
    da Dicembre 2024 a Aprile 2025
  • Borsa di studio per artisti
    da Ottobre 2024 a Dicembre 2024
  • da Aprile 2024 a Agosto 2024
  • Autorappresentazione e autopercezione delle donne veneziane, 1580 - 1620
    Progetto di dottorato
    Marzo 2024
  • Borsa di studio per artisti
    da Aprile 2024 a Giugno 2024
  • Postdoc
    da Ottobre 2024 a Gennaio 2025
  • Postdoc
    da Aprile 2024 a Settembre 2024
  • Da Venezia a Berlino: opere d’arte bizantine, medievali e rinascimentali vendute al Kaiser-Friedrich-Museum dal mercante d’arte veneziano Alvise Bernardino Barozzi
    Postdoc
    da Settembre 2024 a Ottobre 2024
  • La figura dello spettatore nell’opera di Giandomenico Tiepolo e nella cultura visiva del Settecento veneziano
    Progetto di dissertazione
    da Settembre 2024 a Dicembre 2024
  • La nascita del balletto letterario in Italia (1760-1820)
    Postdoc
    da Giugno 2024 a Agosto 2024
  • Tra fame e golosità: le mode alimentari nell'Europa medievale
    Progetto Postdoc
    Aprile 2025
  • Gente in gamba. L'industria vetraria di Murano tra tradizione e innovazione, tra fama e segreto
    da Gennaio 2025 a Marzo 2025
  • da Aprile 2024 a Maggio 2024
  • Borsa di studio per artisti
    da Luglio 2024 a Settembre 2024
  • Borsa di studio per artisti
    da Aprile 2024 a Giugno 2024
  • Borsa di studio per artisti
    da Luglio 2024 a Settembre 2024
  • Scomparso? Tracce di attività predicatoria carmelitana a Venezia
    Postdoc
    da Maggio 2025 a Luglio 2025
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Acquisizione e scambio di conoscenze nella cartografia intorno al 1500
    Progetto di dottorato
    Giugno 2024
  • Tacito come “bussola pei comportamenti” nella corte: i libretti di Elio Seiano di Nicolò Minato (1667)
    Post-doc
    da Settembre 2024 a Novembre 2024
  • La supervisione papale delle antichità nel XVII secolo
    Progetto di dottorato
    Ottobre 2024
  • Postdoc
    da Aprile 2025 a Luglio 2025
  • Borsa di studio per artisti
    da Ottobre 2024 a Dicembre 2024

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