Centro Tedesco di Studi Veneziani

Borsisti attuali

Settembre 2021

  • Pietro Longhi: la pittura di genere come pratica analitica sociale
    Progetto post-doc

    Storia dell'Arte
    All'interno della ricerca storica sull'arte del Settecento veneziano, il pittore di genere e ritrattista Pietro Longhi conduce ancora un'esistenza in ombra rispetto ad altri eccezionali artisti del periodo. Per esempio, dalla critica d'arte del XVIII secolo alla più recente letteratura su questo artista, è persistita l'immagine stereotipata di Longhi come un giornalista indulgente della società del suo tempo, le cui opere, però, sradicavano rigorosamente i resti di un'estetica giocosa del Rococò veneziano.
    Sullo sfondo di questa situazione di ricerca incompleta, esamino la poetica dell'immagine visiva di Longhi nelle sue scene di genere in vista dei regimi di sguardo che vi si svolgono. In esse, secondo la considerazione iniziale, emergono specifiche modalità di messa in scena di modi di percezione caratteristici del Settecento veneziano nel suo complesso, come la tendenza a creare scenari sociali in cui le differenze di conoscenza si verificano ripetutamente tra i vari protagonisti e attraverso cui lo spettatore è trascinato in un gioco di ricezione-estetica sulla dialettica del vedere e (non) essere visti, del mostrare e del nascondere. Nel fare ciò, vorrei mostrare che alcuni dei topoi con cui si è tentato di afferrare le strategie artistiche di Longhi non sono sufficienti per cogliere la poetica pittorica di questo eccezionale artista di genere, tanto sottile quanto radicale (contrariamente alla valutazione generale) nella coerenza della sua esecuzione.
    L'attenzione si concentra su tre complessi di questioni, vale a dire la questione di come le opere di Longhi si relazionino motivatamente, stilisticamente e strutturalmente alla storia della pittura di genere antica e contemporanea (1.), ma anche all'estetica pittorica dell'epoca illuminista (2.). Allo stesso modo, un'analisi approfondita della questione di come gli interni scenici di Longhi si relazionino alla scena teatrale veneziana del suo tempo e quali conseguenze questo abbia sulla sua poetica pittorica è ancora in sospeso (3.). Sto elaborando questi contesti nell'ambito di un soggiorno di ricerca a Venezia per il capitolo progettato della mia tesi post-dottorato, che, con il titolo "Empathy and Distancing: Genre Painting and Social Analytical Seeing, 1560-1800", persegue la questione di come i modi di percezione sono stati messi in scena in questo genere, che, retrospettivamente, può apparire come un'anticipazione artistica di quei dispositivi di conoscenza che la disciplina della sociologia ha elaborato con modelli teorici e concetti dal XIX secolo. Lo studio riguarda quindi la preistoria del vedere sociale-analitico nel genere della pittura di genere - dalla prospettiva della nostra realtà di vita già post-sociale.
    da Settembre 2021 a Ottobre 2021
  • Ponti nel tempo
    Borsa di studio per artisti

    Musica/Composizione
    Farzia Fallah iniziò il suo soggiorno a Venezia con il lavoro a un articolo che ha scritto su invito della curatrice veneziana Francesca Pietropaolo intitolandolo How Long Is Now? per Critics Page di Brooklyn Rail. Mediante degli esempi  analizza nel suo articolo l'aspetto del tempo nelle sue varie forme artistiche, soprattutto nella musica. Si concentra soprattutto a Luigi Nono che all'interno delle sue opere tarde, attraverso il suo lavoro di frammentazione, riesce di fermare il tempo. Durante il suo soggiorno veneziano Farzia Fallah, mediante l'analisi musicale, affronta i seguenti brani di Luigi Nono: A Carlo Scarpa, architetto, ai suoi infiniti possibili (1984) e anche No hay caminos - hay que caminar (1987). Inoltre studia gli schizzi di questi pezzi nella Fondazione Archivio Luigi Nono. Durante il suo soggiorno compone in più un brano per l'Ensemble italiano Azione_Improvvisa. La formazione di questo è unica, essendo costituito da fisarmonica, chitarra elettrica, tiorba e elettronica e invita ad una ricerca sullo strumento storico della tiorba che in Italia possedeva una ricca tradizione. Nel suo brano Blue, Blue, Boundless Blue Farzia Fallah si riferisce ad un preludio di Robert de Visée e costruisce dei legami musicali - similmente ad un'opera d'arte che fa da ponte oltre i secoli. Il suo brano avrà la sua prima esecuzione all'interno del Transart Festival di Bolzano, ancora durante la sua borsa veneziana.
    da Luglio 2021 a Settembre 2021
  • Il ritratto devozionale nella pittura veneziana del Rinascimento
    Progetto di dottorato

    Storia dell'arte (LMU München - Prof. Dr. Christine Tauber)
    "[…] le immagini spesse volte si riveriscono per la effigie di coloro che elle contengono, se ben sono di mano di cattivi maestri", così scrisse Lodovico Dolce nel suo Dialogo della Pittura (1557), alludendo ad un fenomeno della pittura del suo tempo posta per l’appunto al centro della mia tesi di dottorato: il potere del ritratto di un volto contemporaneo inserito in un dipinto, il cui contenuto pittorico non solo assume un significato più particolare, ma viene anche percepito in modo differente dagli spettatori.
    Il mio progetto di ricerca è incentrato sui ritratti di donatori veneziani, e veneti, del Rinascimento (ca. 1490 – 1600) ed esplora come tale potere si sia manifestato nella cultura visiva nel contesto storico-sociale e religioso a Venezia e sulla terraferma. Uno degli obiettivi è quello di contestualizzare il ritratto votivo come mezzo di rappresentazione e autocelebrazione in una Repubblica fondata su valori di collettività, uguaglianza e “mediocritas”. Attraverso analisi comparative di strategie pittoriche che combinano la ritrattistica con il linguaggio figurativo dell'immagine religiosa, si cercherà di far luce sulle esigenze che i dipinti erano destinati a soddisfare e sui conseguenti meccanismi del mercato della produzione artistica. Con lo scopo di comprendere meglio le funzioni devozionali e lo status teologico del cosiddetto “ritratto sacro” in un periodo caratterizzato da sconvolgimenti religiosi, si tenterà, analizzando fonti scritte dell’epoca, di avvicinarsi alle aspettative visive create dalla liturgia pubblica e dalla devozione privata.
    In sintesi, l'obiettivo principale è quello di approfondire il rapporto tra convenzioni artistiche e meccanismi di percezione condizionati da fattori sociali, culturali e religiosi; a questo scopo, il ritratto del committente offre un approccio particolarmente adatto grazie al suo carattere liminale, per così dire, in bilico tra la realtà pittorica e quella dello spettatore.
    da Agosto 2021 a Settembre 2021
  • Sulla biblioteca privata di Luigi Nono - Tra annotazione e composizione
    Justus-Liebig-Universität, Gießen, Matteo Nanni, Schönberg-Gesamtausgabe, Berlin, Hella Melkert
    Progetto di ricerca

    Musicologia, Germanistica, Filosofia
    La musica del compositore veneziano Luigi Nono (1924-1990) continua ad apparire oggi con ininterrotta attualità ed è tuttora presente sulla scena musicale internazionale. L'Archivio Luigi Nono, situato sull’isola veneziana Giudecca, ospita non solo le fonti autografe delle sue composizioni e la maggior parte della sua corrispondenza, ma anche tutta la sua biblioteca privata. Essa comprende all’incirca 10.000 tomi, di cui circa 1100 titoli portano annotazioni dalla mano di  Nono. Anche se questi, in un primo passo, sono già stati indicizzati superficialmente, una sistematizzazione e trascrizione completa di tutte le pagine annotate non è ancora stata effettuata. Lo scopo di questo progetto di ricerca è di rimediare a ciò per aprire la strada a nuove possibilità interpretative riguardo al comportamento di lettura di Luigi Nono e alle possibili influenze risultanti sul suo lavoro compositivo.
    da Settembre 2021 a Dicembre 2021
  • L'industria del vetro veneziano nel rinascimento – la visibilità dei vetrai e dei loro prodotti in città, 1450-1650
    Tesi di dottorato

    Storia Moderna
    La visibilità dei vetrai e dei loro prodotti in città nel periodo emergente dell'industria del vetro verrà analizzata nei tre temi della vendita, delle festività e dei viaggiatori. Per il soggiorno veneziano è progettata la ricerca di fonti che riguardano la vendita del vetro.
    Settembre 2021
  • I disegni di Palma il Giovane: materiale, materia, marcatura
    Post-doc/Fritz Thyssen Stiftung

    Storia dell'arte
    Nella Vita di Jacopo Negretti, detto Palma il Giovane (1548–1628), Carlo Ridolfi (1648) sottolinea la incomprensibile quantità dei disegni che l’artista, dopo la sua morte, ha lasciato ai posteri, soprattutto ai suoi allievi e nipoti: “I disegni fatti da lui in qualunque genere […] furono infiniti (…).” Di fatto, fino ad oggi si sono preservati quasi 2000 fogli della sua mano, che però sono stati studiati solo in parte sempre con il riferimento alla loro funzione preparatoria per i dipinti. Studi importanti di David Rosand e Stefania Mason creano la base della ricerca, che poi viene ampliata metodologicamente con nuovi approcci dello studio e della fenomenologia del disegno. I disegni di Palma verranno studiati sotto tre aspetti: La prima parte del progetto è dedicata alla materialità dei disegni. L’artista usava non solo le tecniche comuni come pietra nera o penna e inchiostro ma anche tecniche meno comuni nel campo del disegno veneziano come lumi d’oro o carte tinte. Nella parte seconda sulla materia si tratta dell'intensa occupazione di Palma con la scultura. L’artista non solo disegnava la scultura contemporanea e antica, ma usava questa prassi anche – come il Tintoretto – per l’insegnamento dei suoi allievi. L’ultima parte del progetto si occupa della relazione tra scrittura e disegno negli schizzi e nelle opere allegoriche su carta di Palma. Al Centro Tedesco sono soprattutto previsti viaggi di ricerca per raccogliere il materiale presso le collezioni di disegni e negli archivi a Venezia e nella terraferma ma anche la finalizzazione scritta del progetto.
    da Agosto 2021 a Luglio 2022
  • Progetti: Il re del mare - Der König aus dem Meer; progetto per un romanzo: MIGRANTEN  [MIGRANTI] ; Venedig (be)schreiben? [(De)scrivere Venezia?] 
    Borsa di studio per artisti

    Letteratura
    L'artista lavora sui seguenti progetti durante il suo soggiorno veneziano:
    Il re del mare - Der König aus dem Meer
    Una storia per genitori e bambini, per leggere ad alta voce e da soli. Una storia di migrazione dell'arrivare. Un giovane fuggiasco approda su un'isola e incontra un ragazzo del luogo.
    MIGRANTEN [MIGRANTI] - un progetto per un romanzo
    Una ricerca di tracce a Venezia. Il punto di partenza rappresenta il volume della casa editrice MERVE dello stesso titolo con discorsi e notizie di Edmund Jabès, Luigi Nono e Massimo Cacciari.
    Venedig (be)schreiben? [(De)scrivere Venezia?] - un essay letterario.
    da Luglio 2021 a Settembre 2021
  • La legazione del cardinale Bessarione a Venezia (1463-1464): edizione commentata delle testimonianze storiche
    Progetto di ricerca

    Bizantinistica
    L´estate del 1463 il cardinale Bessarione (1400 ca. - 1472), di origine greca, vastissima cultura letteraria e filosofica nonchè fervente sostenitore dell´Unione delle Chiese greca e latina arrivava nel nome di papa Pio II a Venezia con l´obiettivo di convincere i Veneziani a partecipare alla Crociata che Pio II organizzava contro i Turchi e di sostenerli a questo proposito soprattutto tramite misure ecclesiastiche finanziarie.
    Questa missione diplomatica che durò un anno, rivendica un posto speciale nella biografia del cardinale, essendo il culmine della sua carriera diplomatica. Inoltre, sulla base degli interessi veneziani nei territori greci come anche della comune avversità verso i Turchi, la legazione veneziana costituisce il momento più importante per il bizantino nel suo processo di integrazione negli affari politici, diplomatici e culturali veneziani. La significativa donazione della sua ricca biblioteca greca alla Basilica di San Marco nel 1468 (nucleo dell'odierna Biblioteca Marciana) costituisce il coronamento del suo rapporto con la città e segnala il suo contributo anche sul campo del transfer culturale tra l'Oriente greco e l'Occidente latino.
    Mentre le sue attività teologiche e filosofiche sono state studiate a lungo e intensamente, non esiste una descrizione sistematica della sua partecipazione intensa e ben documentata ai progetti crociati papali nel terzo quarto del quindicesimo secolo. Il progetto editoriale parte da questo desideratum. La maggior parte delle fonti sono inedite e in gran parte sconosciute. La prevista edizione delle testimonianze storiche aspira ad offrire un contributo significativo per colmare questa lacuna storiografica, illustrando con un´edizione commentata tutti gli aspetti del soggiorno di Bessarione a Venezia.
    Le principali fonti di ricerca sulla legazione di Bessarione sono il luogo di attività del legato, cioè Venezia (Archivio di Stato, Biblioteca di San Marco, Biblioteca del Museo Correr, Archivio del Patriarcato, ecc.) e la sede del suo committente, cioè Roma (Archivio Segreto Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Archivio di Stato di Roma). Negli archivi di Milano, Mantova, Firenze, Siena e altrove, si conserva ulteriore materiale che getta una luce complementare sull’attività del cardinale a Venezia ed è per la maggior parte inedito.
    La tipologia delle testimonianze scritte è estremamente varia: comunicazione diplomatica, dispacci di ambasciatori, decisioni protocollate del Senato veneziano, bulle e brevi papali, lettere del legato, corrispondenze private, cronache veneziane ecc.
    Visto da questi punti di vista, il lavoro previsto sarà il più dettagliato mai realizzato su una legazione pontificia a Venezia per tutto il XV secolo.
    da Settembre 2020 a Settembre 2021
  • La supervisione papale delle antichità nel XVII secolo
    Progetto di dottorato

    Storia dell'arte (Georg-August-Universität Göttingen, Prof. Dr. Manfred Luchterhandt u. Prof. Dr. Michael Thimann)
    In epoca moderna e barocca i papi sono talvolta considerati i più grandi collezionisti di sculture antiche. Allo stesso tempo, la ricerca precedente sulla politica dell'antichità non ha affrontato la questione della misura in cui i papi stessi esercitavano un'influenza sull'acquisizione e sulla localizzazione delle sculture antiche, né la loro supervisione della scultura antica è stata sufficientemente studiata. Questo è particolarmente vero per le motivazioni del Vaticano in termini di arte e politica culturale. La distruzione, a favore del reimpiego di reliquie antiche da parte della Curia e del Papa, ha sollevato la questione di fino a che punto si possa parlare di supervisione papale delle antichità e quali attori siano stati i principali responsabili del destino delle antiche opere.
    L'argomento della mia tesi è l'azione dei papi e dei gruppi d'interesse corrispettivi riguardo all'arte antica. Come materia interdisciplinare, è quindi principalmente un tema di arte e politica culturale, ma anche di politica ecclesiastica, radicata nell'archeologia e negli aspetti della storia delle autorità. Il progetto di tesi intende colmare un'importante lacuna nella ricerca sull'amministrazione curiale delle antichità e dell'arte nel XVII secolo e presentare nuove scoperte sulle strutture ufficiali e sulle procedure e misure legali, e così facendo stabilire collegamenti con metropoli commerciali decisive al di fuori dello Stato Pontificio che erano strettamente collegate al Vaticano.
    Le ricerche e i risultati finora ottenuti si basano su uno studio delle fonti principalmente in Vaticano, a Roma e a Firenze, con l'obiettivo di descrivere, da un lato, l'ancoraggio della politica delle antichità all'interno delle strutture delle autorità curiali e, dall'altro, di analizzare i decreti curiali e legali in termini della loro sfera di influenza. Su questo sfondo, l'opera fa luce sull'ambiente intellettuale di antiquari, collezionisti, archeologi e commissari delle antichità, mentre delinea il percorso delle statue antiche nelle collezioni papali, nelle collezioni dei parvenus o anche nelle collezioni del nord. L'attenzione si concentra in particolare sulla metropoli dell'arte di Venezia, poiché molte opere antiche hanno trovato la loro strada attraverso la città commerciale nella laguna in importanti collezioni in tutto il continente.
    I miei studi sono sostenuti da esempi della percezione contemporanea degli attori curiali e non, dei diplomatici e dei collezionisti, che sono collocati in un contesto generale nel quadro dei casi di studio. L'acquisizione riuscita e non riuscita di opere antiche nelle collezioni papali e nelle collezioni al di fuori di Roma saranno mostrate come esempi. Sulla base delle fonti, saranno esaminate le strategie importanti per il commercio, i successi e i fallimenti delle esportazioni e, infine, la questione del furto di antichità. Il progetto di tesi tenta di colmare una lacuna di ricerca unica, esaminando la gestione della politica artistica della scultura antica proveniente dal Vaticano al tempo della Controriforma e mettendola in contrasto con le prospettive di Firenze e Venezia.
    da Agosto 2021 a Ottobre 2021
  • Saggio sulla storia della fondazione del Centro Tedesco di Studi Veneziani
    Progetto postdoc

    Scienze storiche
    Per il cinquantesimo anniversario della nascita del Centro Tedesco di Studi Veneziani nel 2022 analizzerò la storia della fondazione dell’Istituto. Il risultato di questa ricerca confluirà nella pubblicazione di un saggio. L’interesse di ricerca è rivolto principalmente ad una analisi che punta a ricostruire la (ri-) fondazione del DSZV sullo sfondo della politica scientifica e culturale nella Repubblica Federale Tedesca sul finire degli anni sessanta del secolo scorso. Il focus centrale verterà sugli attori (istituzionali e singoli) che contribuirono alla nuova fondazione dell’Istituto, sulle loro intenzioni e sulle forme e modi attraverso i quali nei primi anni settanta organizzarono il lavoro dell’Istituto.
    Nel corso del mio soggiorno a Venezia avrò modo di visionare e analizzare le fonti in questione.
    da Giugno 2021 a Novembre 2021

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